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Cultura e Società

Parini, Alfieri e Foscolo: tre modi diversi di affermare l'uguaglianza

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Con lo studio e la riflessione sul vissuto e sulle opere dei grandi Parini, Alfieri e Foscolo ho avuto modo di osservare tratti capaci di attirare la mia attenzione. Ovviamente ognuno è caratterizzato dal proprio animo, dalla propria poetica e ideologia, ma ho potuto rilevare come, per quanto differenti nello spirito, uno fosse l’elemento che li accomunasse: la ricerca di giustizia e uguaglianza. 

MARIO FORTUNATO E LA SAGA FAMILIARE DEL SUO ULTIMO ROMANZO

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Italia, guerra, passioni e tormenti, segreti e misteri: prendete questi elementi e ne verrà fuori Sud di  Mario Fortunato. In questo grande calderone di eventi, storici e familiari, lo scrittore pone il lettore in una realtà letteraria, forse, poco investigata dagli autori contemporanei. Ogni sostantivo, aggettivo e data utilizzata in questo romanzo fanno avanzare la narrazione entro una linea temporale chiara e fluida, che talvolta scorre e altre vortica su se stesso. Ogni personaggio è speciale, caratteristico e inimitabile, partendo da chi osserva il tutto con dovizia di particolari e pacatezza, arrivando a chi osserva il mondo con velata irrealtà ma anche in modo veritiero. La descrizione, a cui assistiamo nel corso del romanzo, non è affatto scontata o eccessivamente semplicistica, bensì ricercata e cucita sul carattere fisico e psicologico dei personaggi: si pensi ad un uomo adulto, cresciuto con gli antichi valori e maturato da un’esperienza lavorativa competitiva o ad un ragazzo che prima nasce con la curiosità di conoscere il mondo, ma che, dopo la crudeltà della guerra, dubita e diffida di tutto e tutti, anche di se stesso. 

Il mondo interiore di alcuni di questi personaggi necessiterebbe di interi libri per essere esternato, ma  Mario Fortunato ha saputo ricercare nella profondità semantica della parola la soluzione, adottando in maniera apollinea termini e metafore che rendono il tutto molto raffinato e comprensibile insieme.

L’autore si pone come narratore esterno, lasciando, però, percepire al lettore di essere stato proprio un diretto testimone degli eventi accaduti nel libro. 

Tutto ciò che si trova in questo romanzo, che definirei drammatico-realistico, è stato proposto come un complesso dipinto eseguito con estrema semplicità da un pittore che, con animo desideroso e puro, ha ricercato ispirazione nella musa divina del verbo. Leggendo il romanzo, l’ambiente descritto è come se venisse a prendere forma e materia nella realtà concreta del lettore, che riesce a percepire persino la gioia o il pesante giogo dell’angoscia emotiva dei personaggi; ogni scena è come estratta direttamente da una cinepresa e resa in realtà aumentata nell’animo dello spettatore/lettore, che non può far altro che ammirare e meravigliarsi del magnifico. Ogni tema, anche se scontato, viene rivisitato in una chiave modernamente rivoluzionaria ed empatica, che conduce il lettore per mano sul sentiero del mondo, portandolo ad osservare il tutto, non dalla confusionaria interiorità del caos, ma da un ideale cannocchiale intellettuale che, dalla pace della riflessione, guida lo sguardo del lettore su ciò che realmente conta. 

Nel complesso il romanzo di Mario Fortunato è davvero un’opera degna di lettura e attenzione, dotata di originalità e modernità.

ALESSANDRO FRANCESCO CERSOSIMO, IV A Quadriennale

Articolo proposto dal Prof. Flavio Nimpo

IL FASCINO INTRAMONTABILE DELLA FIGLIA DI ALCINOO

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In una società prepotentemente maschilista come quella greca, Omero, nell’Odissea più che nell’Iliade, ci dona figure femminili che, oltre alla loro spiazzante bellezza, sono personaggi complessi e menti pensanti: Nausicaa è una tra questi. 

VOCE INIMITABILE DEL SENTIRE UMANO

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L’arte dell’incomparabile Saffo non consiste nella capacità di adattare le sue creazioni ad ogni evento: ogni aspetto singolo della realtà è un percorso per investigare dentro di sé e si prende in considerazione la dimensione psichica del sentimento umano. Pertanto ciò che si perde in estensione, lo si acquista in profondità.

L’ARTE COME PROBLEMA SPECIFICO DELLA RIFLESSIONE FILOSOFICA

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Mezzi incantatori che intrappolano le menti. Come muse, anzi come sirene ipnotizzano i nostri occhi e controllano i nostri sentimenti. Conosciamo fino in fondo noi stessi? O una lacrima potrebbe cadere inaspettata, una volta posti di fronte ad essi?

UNA RICERCA INTERIORE PARI AD UN ARABESCO DI SENTIMENTI E VALORI 

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Fusione di pensieri, arte, ricerca interiore, dolore e conforto amicale: è questa la potenza espressiva del libro “Narciso e Boccadoro”, pubblicato nel 1930 e frutto dell’immensità descrittiva dello scrittore, poeta e filosofo tedesco Hermann Hesse.

UN'ANALISI DELL'INTRAMONTABILE EROINA VIRGILIANA

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Didone, dopo che l’amato marito Sicheo è stato ucciso a tradimento da Pigmalione, fugge da Tiro verso una nuova costa del Nord Africa, dove edifica Cartagine. 

Fuggito da una Troia in fiamme, è proprio qui che Enea, il pio eroe per eccellenza, trova rifugio. I racconti di Enea hanno affascinato la regina Didone. E, grazie all’intervento di due dee, Venere, desiderosa di aiutare il figlio e Giunone, intenzionata a impedire a Enea di giungere nel Lazio e di fondare una nuova città, i due si innamorano.

PUBBLICHIAMO IL TESTO CHE SI È AGGIUDICATO IL PRIMO POSTO NELLA SELEZIONE D'ISTITUTO DELLE OLIMPIADI DI FILOSOFIA.

 

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Cos’hanno in comune una scultura classica, una cattedrale gotica, un dipinto di Raffaello, una tragedia moderna, una poesia romantica, una melodia per pianoforte e un film d’azione? 

A partire dalle parole di Primo Levi,  le riflessioni di tre studentesse della classe IV A EU, guidate dalla Prof.ssa  Francesca Mastrovito nel confronto sul tema della violenza e della memoria  

 

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Primo Levi, “Sommersi e salvati”, cap.V 

 Violenza, dal latino “violentia”, è un atto inflitto ad una persona al fine di recare danno fisico o psicologico. È, dunque, un’azione, non un’emozione, e conduce all’annullamento morale e corporeo della vittima dell’aggressione.

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Una vita senza giustizia? È una vita allo sbando, senza riferimenti chiari e sicuri, sempre confusa. Il giusto diventa, dunque, il principio regolatore del nostro agire, il metro secondo il quale si è parte integrante di una comunità, è connaturato al fatto di essere umani e cittadini: è uno tra i bisogni primari dell’uomo, sin dai tempi più antichi.

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